CHANOUSIA

Giardino botanico alpino

La Storia

L'Abate Chanoux Chanousia nacque ufficialmente con una cerimonia inaugurale nel Luglio del 1897, ma il suo fondatore, l'abate Pierre Chanoux, rettore dell'ospizio dell'Ordine Mauriziano, che sorgeva a poche centinaia di metri dal giardino, l'aveva progettato molto tempo prima. L'aveva iniziato su un terreno di proprietà del Comune di La Thuile e da anni vi dedicava tanto lavoro, molto amore per la flora alpina e il suo magro stipendio. A lui infatti gli amici e collaboratori vollero dedicare il giardino chiamandolo Chanousia.
Lo scopo dell'Abate era quello di coltivare nel giardino alcune delle specie di piante alpine più belle e più minacciate di estinzione, affinché la gente potesse ammirarle e imparare a conoscerle e a rispettarle. Negli anni seguenti il numero delle specie coltivate aumentò notevolmente per merito dell'appassionata attività di Chanoux e dell'aiuto determinante di amici botanici e alpinisti e, grazie ad alcune sovvenzioni di enti pubblici e privati, il giardino si ingrandì e vi furono fatte alcune opere indispensabili.
Nel 1909 l'Abate Chanoux morì a 81 anni e fu sepolto nella cappella situata a poca distanza dal suo amato giardino. L'Ordine Mauriziano decise di proseguire l'attività della Chanousia, considerata come un'appendice dell'Ospizio, e diede l'incarico di Direttore al prof. Lino Vaccari, naturalista di origine veneta, che da anni insegnava scienze naturali al liceo di Aosta e che era il principale collaboratore di Chanoux nella ricerca e nella sistemazione delle piante da coltivare nel giardino.
I botanici Vaccari, Engler, Correvon La profonda conoscenza della flora alpina e di quella valdostana in particolare, permise a Vaccari di portare la Chanousia all'apice del suo sviluppo: negli anni 40 infatti vi erano coltivate più di 2.500 specie di ambiente alpino, provenienti cioè non solo dalle Alpi, ma anche da sistemi montuosi di ogni parte del mondo e la fama del giardino era nota in tutti gli ambienti scientifici.
Per lo sviluppo del giardino fu determinante, oltre a un miglioramento della situazione economica, la costruzione dapprima di un piccolo locale dove ricoverare gli attrezzi e le persone nei non rari momenti di maltempo, e la realizzazione poi nel 1922 di una sede per il Laboratorio e la Direzione, dovuta alla generosa opera di mecenatismo del dr. Marco De Marchi. In questo edificio Vaccari allestì anche un piccolo Museo in cui aveva raccolto documentazione fotografica di piante alpine, animali della zona imbalsamati, materiale archeologico e oggetti di artigianato locale.
Il laboratorio botanico Nel settembre del 1943 le vicende della Seconda Guerra Mondiale obbligarono Vaccari ad abbandonare il giardino nel giro di poche ore, e causarono in seguito la distruzione quasi totale degli edifici del giardino e anche dell'Ospizio, e la perdita di tutto il materiale scientifico, apparecchi, libri ed erbari. Anche le piante in giardino subirono le conseguenze dell'abbandono, benché in tempi più lunghi. Alla fine della guerra, in forza del trattato di pace, i territori su cui sorgono il giardino e i resti dell'ospizio, gravemente danneggiato, passarono sotto la sovranità della Francia, pur restando di proprietà privata dell'Ordine Mauriziano e del Comune di La Thuile. Questa situazione impedì per lungo tempo di trovare una soluzione per la ricostruzione del giardino. Per trent'anni vi furono discussioni e tentativi di progetti da parte di volenterosi e, finalmente, per merito di alcune associazioni scientifiche italiane e francesi come la Société de la Flore Valdòtaine e la Société d'Histoire Naturelle de la Savoie, dell'Ordine Mauriziano e delle municipalità di La Thuile e di Séez, si giunse alla creazione di un'Associazione Internazionale di diritto francese che ora gestisce il giardino.
Nel 1976 venne dato ufficialmente inizio ai lavori di ricostruzione delle recinzioni e dell'edificio principale, e alla restaurazione del giardino. Questa è consistita nel recupero e ripristino dei sentieri, nella risistemazione delle aiuole e nella ricerca e identificazione delle specie coltivate ancora esistenti, che risultarono essere poco più di un centinaio.
Inaugurazione lavori di ristrutturazione 1976 Nel 1978 una cerimonia segnò l'inizio di questa nuova fase della vita della Chanousia; fu istituito un Consiglio scientifico internazionale che provvede all'amministrazione e alla gestione del giardino; ne fanno parte un Direttore, un Vicedirettore e un Curatore, al quale ultimo compete la più diretta cura del giardino. Per la sorveglianza e la guida dei visitatori, come pure per i lavori di determinazione delle piante, ricerca dati, scrittura delle etichette, trapianti e diserbi, il Curatore si avvale della collaborazione di volontari, studenti universitari e giovani laureati, italiani, francesi, svizzeri, con buone cognizioni di botanica sistematica.
Nel 1988 è stata completata anche la ricostruzione del piccolo edificio un tempo adibito a ricovero e a laboratorio fotografico, e che ora ospita a piano terra un piccolo museo di ricordi dell'abate Chanoux, del giardino nei suoi primi anni di vita e dell'Ospizio (che nel frattempo si è cominciato a restaurare), mentre al primo piano si trova una foresteria per ospitare studiosi che desiderino compiere ricerche sull'ambiente alpino.
Molto è stato fatto in questi anni, ma molto resta ancora da fare; attualmente vi sono in coltura circa 1.200 specie: siamo quindi ancora lontani dalla ricchezza di forme esistenti a Chanousia prima della distruzione e inoltre alcune zone dovranno ancora essere ristrutturate; d'altra parte un giardino alpino non può mai dirsi "finito", essendo sempre suscettibile di miglioramenti e ampliamenti. Possiamo dire comunque che il lavoro procede bene e ogni anno i visitatori più attenti possono constatare i progressi fatti.
Chanousia - 40° anniversario 1976-2016